afasia: un disturbo del linguaggio

Afasia: quando comunicare diventa impossibile

 

Che cos’è l’ afasia?

L’ afasia è un disturbo profondo dell’elaborazione del linguaggio, che comporta l’incapacità di comprendere e produrre messaggi linguistici, sia verbalmente che per iscritto. I deficit possono essere di gravità estremamente variabile e riguardare maggiormente la produzione, la comprensione o entrambe, così come possono riguardare in misura maggiore il linguaggio parlato, scritto o entrambi. E’ un disturbo che può emergere in seguito a lesioni cerebrali in diverse aree dell’emisfero dominante del cervello (solitamente quello sinistro), che presiede ai processi linguistici, e non dipende da una paralisi dei muscoli della bocca o della mano (per l’incapacità di parlare o scrivere) o da disturbi uditivi o visivi (per l’incapacità di comprendere parole ascoltate o lette).

 

Come parla una persona con afasia?

Ci sono diversi tipi di afasia, ognuna con caratteristiche diverse: a seconda della tipologia, l’eloquio può essere abbondante o scarso, l’intonazione può essere corretta o meno, le frasi pronunciate possono essere lunghe o molto brevi, può essere presente un’ “insalata di parole” in cui vengono pronunciate frasi senza senso con parole messe a caso una dopo l’altra oppure può essere presente un “gergo neologistico” in cui vengono pronunciare parole del tutto prive di significato. In alcuni casi può esserci un eloquio “telegrafico” in cui si pronunciano frasi con soli sostantivi e verbi all’infinito, prive di elementi grammaticali, in altri l’eloquio può essere stereotipato, cioè quando la persona pronuncia soltanto una parola o un neologismo in maniera reiterata (es: tan…tan…tan…). In alcuni tipi di afasia può esserci una prevalente difficoltà nella ripetizione di parole ascoltate, mentre in altri tipi è presente “ecolalia”, vale a dire una ripetizione incessante di parole e frasi ascoltate da altri.

 

Ma la persona sa cosa sta dicendo?

I pazienti con afasia non sempre sono consapevoli del loro disturbo: mentre alcuni reagiscono in maniera catastrofica alla loro incapacità, altri sono del tutto inconsapevoli e possono intrattenersi in lunghe conversazioni non rendendosi assolutamente conto di comunicare messaggi privi di significato e di non comprendere ciò che viene loro detto.


Il premio Nobel Dario Fo recita utilizzando il Grammelot, linguaggio teatrale in cui si assemblano suoni e parole prive di significato, simulando la condizione di molte persone afasiche, per sostenere l’A.IT.A. Federazione Associazioni Italiane Afasici.

 

Cosa fa il neuropsicologo con una persona afasica?

Per la valutazione del linguaggio dei soggetti afasici viene eseguito dal Neuropsicologo un attento esame del linguaggio, per identificarne i diversi aspetti compromessi attraverso prove che valutano, nella modalità orale e scritta, la produzione spontanea, la denominazione, la comprensione, la capacità di ripetizione, lettura e scrittura. Tale esame è inserito all’interno di una valutazione neuropsicologica più ampia al fine di individuare l’eventuale presenza di altri deficit di diversa natura, considerando che spesso le lesioni cerebrali dei soggetti afasici sono ampie e possono coinvolgere diverse aree che svolgono altre funzioni non linguistiche.

Un attento esame del linguaggio è necessario affinché il paziente possa beneficiare di trattamenti riabilitativi mirati: una corretta diagnosi funzionale consente di ottenere informazioni precise sugli errori del paziente e di allestire un programma riabilitativo ad hoc, finalizzato al superamento di quello specifico deficit linguistico.

 

Dott.ssa Adriana Esposito